ELEONORA ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH
13/12/2011 - di Ghigo de Chiara - regia Maurizio Scaparro Leggi »
ELEONORA ULTIMA NOTTE A PITTSBURGH
13/12/2011 - di Ghigo de Chiara - regia Maurizio Scaparro Leggi »
A Pittsburgh, in una camera d'albergo va in scena l'inizio e la fine del lungo viaggio, della lunga tournée intorno al mondo di Eleonora Duse, figlia d'arte. I primi amori, il cielo di Napoli, Asolo, gli incontri con Gabriele d'Annunzio e Arrigo Boito, le lettere sparse negli anni e nei viaggi, e poi la guerra, l'amore per l'Italia e per la sua lingua, le vittorie, la solitudine, le delusioni, le rivincite, la Parigi di Sarah Bernhardt e via via i palazzi di Pietroburgo, la "crudeltà" di New York, il sole di San Francisco, la pioggia e le ciminiere di Pittsburgh, ma sempre la volontà, malgrado tutto, di viaggiare, di conoscere e di sperimentare il nuovo, per poi tornare sempre al suo vero amore: il teatro. Per questo, "l'ultima notte a Pittsburgh" è rivissuta da Maurizio Scaparro partendo dal testo di Ghigo de Chiara ed affidando il ricordo alla sensibilità di una grande attrice italiana come Anna Maria Guarnieri, in un alternarsi febbricitante di ricordi e di sogni, con l'eco dei testi e degli spettacoli a lei più cari, ma soprattutto con il conforto di parole scritte durante tutta la sua vita alle persone amate e a se stessa.
06/12/2011 - di William Shakespeare - regia Carlo Cecchi Leggi »
Questo spettacolo nacque come saggio di diploma degli allievi attori dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", da me diretto, nel giugno 2009 e poi ripreso al 52° Festival dei due Mondi di Spoleto. Si tratta dunque di un gruppo di giovanissimi attori, alcuni dei quali anche musicisti, che affrontano, per la prima volta, l'esperienza di una Compagnia di teatro e di una tournée. Se per l'Accademia mi ero limitato a fare il regista, nello spettacolo che ora presentiamo vi partecipo anche come attore, recitando la parte del dramaturg della troupe degli artigiani. Al di là dell'enorme piacere che io provo a recitare, il mio ingresso nella Compagnia di questi giovanissimi attori è in realtà lo sviluppo naturale di un rapporto umano e professionale che, a partire dalle prime, dure prove del saggio, è cresciuto in maniera piuttosto felice e sorprendente. Ciò che ci unisce, scavalcando le generazioni, è il teatro: ossia la ricerca di quel rapporto attivo fra attori e spettatori, nell'immediatezza del qui e ora della rappresentazione, che solo il teatro ancora può far vivere. E trattandosi del Sogno di una notte d'estate, con la complicità divina di William Shakespeare. Carlo Cecchi
L’AFFARISTA (Mercadet l’affarista)
29/11/2011 - di Honoré de Balzac - regia Antonio Calenda Leggi »
L'affarista di Honoré de Balzac sembra inserirsi nel presente stato di evanescenza del mondo economico, ricco di frenesia e immoralità nelle speculazioni, nello spietato gioco delle Borse,nel mondo losco e cinico degli affari. Pure fu scritto nella Francia di metà Ottocento, quella della borghesia rampante, delle ascese e delle cadute vertiginose. Tutto ruota intorno al monomaniaco, vigoroso, geniale e cialtrone Mercadet, finanziere che decide di mettere sul mercato l'ultima ricchezza che gli resta, al felciità della figlia. Un carattere eccezionale, degno della grande Commedia umana di Balzac. Antonio Calenda