27/03/2012 - scritto e diretto da Monica Guerritore Leggi »
27/03/2012 - scritto e diretto da Monica Guerritore Leggi »
Immagino una folle, piccola donna , che torna nel luogo della sua solitudine, quella casa di New York ora non più sua, coperta di teli di plastica, in attesa di nuovi abitanti. Là nessuno poteva entrare e una grande giornalista, come Lucia Annunziata, descriverà (rivelando una delicatissima personale percezione) "un disordine che inquieta, una donna sola, un tappeto di cicche di sigarette per terra.." E' li che si era rintanata Oriana, nell'ombra. Mentre la Fallaci infiammava il mondo. Non mostrando più niente di sé, Oriana è riuscita a salvaguardare il Mito Fallaci. La sua forza e il suo glamour. E lasciare a noi solo la possibilità di fare delle ipotesi sulle contraddizioni di una grande, rabbiosa, folle donna. La più grande e la più odiata. La prima cronista di guerra, la prima "celebrity". Forse anche la prima vittima della potenza dell'Immagine. Della sua stessa Immagine. Il palcoscenico ci aiuterà a capire. "Una donna non muore se da un'altra parte, un'altra donna , riprende il suo respiro" dice Helene Cixous. Voglio riprendere il suo respiro. Per capire. Monica Guerritore
20/03/2012 - di Giorgio Agamben, Monica Ferrando - coreografia, regia e scene Virgilio Sieni Leggi »
Un itinerario, un viaggio e attraversamento, collega apparizioni di figure femminili, dalle immagini pittoriche del primo Rinascimento alle visioni della contemporaneità, dai miti legati all'anima femminile: il corpo come atto di traduzione attraverso linguaggi, identità e culture. Un lavoro sull'anima della figura femminile, sul mito ancestrale della fanciulla. Giorgio Agamben parte dall'affascinante mito di Kore, fanciulla rapita da Ade, dio dell'oltretomba, che la porta negli inferi per sposarla contro la sua volontà, e identificata nel culto pagano come la dea responsabile del susseguirsi delle stagioni sulla terra. Kore incarna la conoscenza suprema e la visione misterica, ed è quindi, con essa, "indicibile". Kore è la "fanciulla divina" e l'indeterminatezza della sua figura tende ad annullare la soglia tra la donna e la bambina, la vergine e la madre, l'animale e l'umano, e tra quest'ultimo e il divino. Virgilio Sieni, coreografo e danzatore, è uno dei maggiori protagonisti della danza contemporanea italiana.
13/03/2012 - di Franca Valeri - regia Giuseppe Marini Leggi »
La commedia è stata scritta per "questi interpreti" e il fatto già la colloca in una tradizione teatrale. Il dialogo dunque nasce con le sue voci e forse per questa esigenza ho tanto spesso scritto per me stessa. Perchè il titolo? Mi sono egoisticamente aggiudicata una protagonista che al crepuscolo di una vita lunga e avventurosa, reale quanto inventata – l'infelicità scartata con un colpo di tacco, il protagonismo raggiunto con la follia, i legami affettivi temuti come armi – sembra decisa a chiudere le sue partite ancora aperte con gli ultimi coprotagonisti della sua esistenza, siano essi persone, luoghi o oggetti. Ma basta anche una piccola mossa all'accanito giocatore per restare ancora, appunto, in gioco. Per lei una cameriera e una bellissima stufa. La vita potrà ancora divertirla? Dopo tutto, dice la signora, " non era nelle intenzioni del Creatore farci divertire". Franca Valeri